Cos'hai fatto Sabato?
Sabato mattina. Finalmente il sole è riapparso, dopo un Venerdì a dir poco uggioso. “Questo è il vero Sabato mattina” penso mentre mi divoro un cornetto freschissimo e scelgo cosa indossare per fare onore alla primavera sbocciata. Pinocchietti militari, top nero scollatissimo (usato per l’ultima volta il giorno prima che partisse, mi piace la simmetria, ci sta sempre bene), le hawaiane ai piedi ovviamente in tinta, e sotto a tutto: il costume da bagno nero. Alé!Ultimo sguardo allo specchio prima di uscire di casa: noto l’ennesimo brufolo sotto pelle. Possibile che alla mia tenera età esistano ancora di questi problemi adolescenziali? Sarà un effetto dei miei ultimi devastamenti? Boh… un colpetto di crema, e fondo tinta in loco e chi s’è visto, s’è visto. Prendo su le chiavi ed esco, destinazione shopping (prima che si svegli il resto della popolazione, nonché prima che il sole arrivi al picco ed io al mare).
Come c’era da aspettarselo, ho scoppiato tutto lo stipendio. Meno male che siamo già quasi a fine mese. Meno male che avevo deciso di fare la brava e tenermelo buono e accumularlo, per farmi un po’ di vacanze. Tipico. Comunque sia, siccome non serve a nulla pentirsi, mi guardo la mini gonna bianca nuova, i pantaloni bianchi nuovi, il bracciale estivissimo e nuovissimo e per ultimo il portafoglio enorme beige di pelle nuovo, e godo la mia contentezza consumista. Mi convinco che era da tanto che non compravo nulla, e che in fondo un po’ me lo meritavo.
“… azz, che fame. Ma che ore sono?” non che faccia molto differenza visto il mio vorace appetito, ma “l’una e mezzo”. Hmmm, oggi ci stava bene un buon sushi. Ma si dai, tanto rovinata per rovinata... Peccato che non ci sia lui, sarebbe la perfetta compagnia. Nonché il perfetto dessert. Sushi e Sashimi, e come primo un bel Tempura. Tutto annaffiato di due Sapporo gelate. Sono venuta fuori dal ristorante un po’ stordita. Un po’ dal caldo, un po’ dalla panza piena, un po’ dalle birre. Che pippa ragazzi… Cià che mi metto in balcone a poltrire, e pitonare il tutto.
Un paio di ore e di musiche dopo, mi sono messa in moto. Prendo su il cane. Prendo su anche la maglia non si sa mai. Avrei anche potuto però anche lasciare giù il malumore che stava iniziando a venirmi. Sarà che nonostante tutto, i sabati sera da sola mi cacciano sempre un po’ di malinconia addosso, boh. Il mare era meraviglioso, in acqua le vele dei windsurf, nel cielo i kite. Uno spettacolo di colori, e la natura nel suo meglio. Il mare mi riappacifica sempre, come del resto la passeggiata giù in marina. La luce delle 18h in riva al mare, è tra le mie 7 meraviglie del mondo.
Il colpo di grazia della giornata però è avvenuto all’ora del film post-cena. “The Holiday”. Mah. Mi sono fatta un bel po’ di risate in alcune scene. Altre, mi sono controllata (complimenti a me) dal crogiolarmi in lacrime. Comunque il fattore che più mi interessava, ignorando le solite storielle “molto realiste” holywoodiane che ci rimpinzano da anni, era la distanza che esisteva tra i vari personaggi. La domanda nasceva dunque spontanea al finale: “… ma queste due coppie, fatte da individui trentenni (minimo) e di conseguenza sistemati a livelli casa, lavori, vita… come faranno a stare insieme se vivono in città assolutamente opposte?”
Ebbene, la mia domanda non ha avuto risposta. Il film si limita nel concludere il tutto con una festicciola con tutti i personaggi. Della serie, guarda che alla fine, vivranno felici per sempre eh?! Sempre tutto bello, sempre tutto risolvibile. Il modo lo trovano sempre… ho spento il dvd con un’aria incazzosa, e arrivando in camera guardo il cell: un sms (è qui che la musica cambia, e si crea il suspense) .
Da chi? Vedo la bustina e non voglio aprirlo, ho paura. Non che sia suo, ma che non lo sia. Se fossi in un film, non avrei dubbi: dopo un film romantico e pro-amore a distanza, avrei un sms di quelli da piangere ore dall’allegria. Essendo però una comune mortale, non era suo. Ed è per questo che vedere certi film, può avere effetti collaterali peggiori che l’urticaria (a me a dire il vero provoca più che altro nausea).
Mah, peccato. Non era questo il finale che speravo. Ne del film, ne del sabato. Cià che me ne vado a letto a leggere và, e a tutto il resto, ci penserò domani...


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